21.7.06

le origini del bulldog inglese raccontate da un bulldog inglese















I racconti di Mini,
Ieri sera sorseggiando un the freddo alla menta, la Miss mi ha raccontato la storia dei suoi antenati, dicendomi che il bulldog inglese non è nato come cane da combattimento (ahimè l’intelligenza umana) ma bensì dall’amore nato tra una maialina, la Susy, e una miniatura di toro proveniente dalla lontana Australia, Ugo.
La Susy era stata venduta ad un agricoltore inglese da una famiglia italiana. Ugo, il mini toro invece approdava in Inghilterra per un grande circo itinerante.
Il lungo viaggio sia per Susy che per Ugo è stato massacrante, il cambiamento di clima, le nuove abitudini e la lingua differente avevano portato i due a soffrire di depressione. La Susy non mangiava più e voleva solo dormire, Ugo invece non faceva ridere neanche i bimbi, passava le sue giornate in solitudine, gli occhi pieni di malinconia per le immense distese lasciate in Australia, occhi lucidi, così quando entrava nell’arena del circo tutti i bimbi, più sensibili degli adulti, vedendo questo possente, seppur mini torello, piangevano e a loro modo capivano la sua sofferenza.
La Susy invece era stata presa per diventare un giorno il pranzo di natale, ma a lei d’ingrassare, così da poter poi sfamare la numerosa famiglia dell’agricoltore, 4 figlioli in crescita, moglie, mamma della moglie, fratello dell’agricoltore, cugini parassiti, proprio non voleva sentir ragione. I giorni passavano, la Susy sempre più magra, Ugo più disperato ancora, fecero prendere una decisione drastica ai loro proprietari. L’agricoltore, di notte, prese la Susy e la portò il più lontano possibile dalla sua tenuta, la lasciò in un praticello smilzo vicino al mare. Il proprietario del circo ormai sul lastrico, nessuno voleva più pagare il biglietto per poi piangere, prese Ugo lo mise in un gabbiotto e lo fece portare via da un assistente, “portalo il più lontano possibile da me !” esclamò.
Così il fedele assistente fece.
Ovviamente Ugo il torello triste venne portato anche lui sul praticello smilzo con vista mare.
A differenza di Susy, Ugo era stato abbandonato nel gabbiotto e questo avrebbe voluto dire che i suoi giorni sarebbero finiti lì.
La mattina seguente la Susy un pò impaurita ma anche emozionata per aver raggiunto finalmente la sua libertà, iniziò un ispezione del luogo, per capire se questo praticello sarebbe diventato la sua nuova casa. L’erba non era gran che, bruciacchiata dal sole, e di un verdastro infelice, ma il panorama, su quello niente da dire, il mare, la vista che scorre libera senza intoppi, questo cielo immenso che già rinvigorisce l’umore della Susy.
Ritornando ad Ugo, la rassegnazione di dover restare li ormai era cosa fatta, ma a lui non importava, era troppo il dolore, era troppa la malinconia di giorni felici passati a correre dietro le galline, a fare i dispetti ai fratellini e a quel profumo di latte fresco e fiori di campo della sua mamma, nella lontana Australia. Rannicchiato o meglio schiacciato nella piccola gabbietta a lui lasciata come ultima casa, Ugo iniziò a emettere un sibilo leggero leggero, quasi impercettibile, ma costante, un rumore che ti fa smettere di parlare, “hai sentito qualcosa?”. Questo rumore è il tipico pianto del toro nano, che quasi non si sente con le orecchie, ma che si percepisce nell’aria, lo si respira…
La Susy che con l’udito faceva un po’ cilecca ma con il naso, e che naso !, compensava questa mancanza, respirò subito questo sibilo leggero leggero, ma era anche grazie alla sua grande sensibilità che segui questo richiamo malinconico.
Arrivò abbastanza velocemente ha scovare Ugo.Dapprima fu titubante, non aveva mai visto una cosa simile, poi però con coraggio si avvicino ad Ugo. Lui con gli occhi bassi le disse di non guardarlo e di lasciarlo al suo destino, non poteva accettare che qualcuno lo vedesse in quello stato, la dignità era proprio una delle caratteristiche fondamentali del Toro nano, (fino ad oggi si riscontra nei bulldog), ma la Susy non se ne andò. Quando il sole ormai era andato dall’altra parte dell’emisfero Ugo le spiegò la sua storia, raccontando che questo era il suo destino, la gabbia, la sua ultima casa, perché non aveva adempito al suo lavoro.
La Susy commossa non si perse d’animo e spiegò con un fare un pò rude ma di estrema gentilezza ad Ugo, senza ferire il suo orgoglio che tutti avevamo bisogno di una seconda possibilità.
Si propose di aiutarlo, “con i miei denti rosicchierò le sbarre della gabbia”, il gesto non era poi tanto difficile, visto che da tempo, non rosicchiava più niente, pensò.
Per tutta la notte morse un pezzo di sbarra, la mattina, quando il sole aveva fatto il suo giro ed era ritornato ad illuminare, la Susy si accorse che la sbarra non aveva perso le forze, ritta e luccicante, non lasciava speranza. Un attimo di sconforto, solo un attimo, ma poi la forza e la testardaggine ( altra caratteristica riscontrabile nel bulldog inglese)ritornarono in soccorso, e lei ci mise tutta la sua forza, sempre di più, sempre di più, che alla fine la sbarra dovette cedere, finalmente!
La gioia e lo stupore di entrambi scoppiò in un pianto liberatorio dei due !
Finalmente Ugo era libero, l’immenso riconoscimento verso la Susy era incontenibile. Certo lei ora era esausta, senza più forze, erano troppi i giorni che il suo pancino non si riempiva, Ugo capì che era il suo turno, quello di agire, di aiutare chi le aveva ridato la libertà.
Subito si lanciò in una sfrenata ricerca di cibo, e dopo un’oretta tornò con un bel mazzo di erba fresca e succulenta che la Susy quasi pensò ad un sogno.
I due così cominciarono una nuova vita, felice e libera in quel praticello sul mare. Dopo un po’ di convivenza per capirsi, amarsi e rispettarsi, nacque un “coso”. Il "coso" era un salsicciotto con quattro gambe e un testone immenso, mangiava, dormiva e piangeva. Dopo due mesi, il "coso", che poi era stato battezzato Edoardo, detto Edy, iniziava a diventare autonomo, girovagava senza meta, faceva dispetti a tutti e poi mangiava, mangiava. I genitori, la Susy ed Ugo la sera lo guardavano mentre si addormentava e cercavano di capire quali caratteristiche il "coso" detto Edy avesse preso da entrambi (cose da genitori). Allora i svariati rumori, sgunff, groncc, grrrr, sniuc snicu, sicuramente da Susy, la corporatura possente e il testone però da Ugo.
Negli anni successivi i "cosi" si moltiplicarono sempre di più, ci fu Edy il rompiscatole, Andrea il rosso, la Gilda dormigliona, un'altra Susy, in memoria della nonna, Tupi Tupi, Luppolo, Pampurio e così via.
Siccome ormai erano diventati una comunità abbastanza allargata e rumorosa, sgunff, groncc, grrrr, sniuc snicu, moltiplicati a centinaia, la gente incuriosita da questi rumori, cominciò a fare una sorta di pellegrinaggio sul praticello vicino al mare per vedere i "cosi". Qualche umano si lasciò intenerire da questi occhioni, così teneri, così dolci ma anche pieni di orgoglio, lasciati in eredità da Ugo e che hai tempi avevano fatto innamorare la Susy, da qui poi parti la lunga storia del bulldog inglese, un po’ maialino un po’ toro, di corporatura possente e fiera, ma con un animo pieno di gentilezza….
(a chi piace credere che il bulldog inglese sia nato non per i combattimenti ma da una storia d’amore)
Parola di Mini

5 commenti:

cybergatto ha detto...

sigh sigh bfrrrrr (rumore di soffiata di naso) mi sono commossa, è davvero bella, mi unisco al gruppo di coloro i quali vogliono fortemente pensare e credere che tutto abbia sempre inizio da "una storia d'amore". Il non marito per esempio dice che la triny sicuramente è un incrocio tra una talpa (non perchè ipovedente) e un alien che funziona a batterie al plutonio (molto romantico vero?!)

>^^<

franci ha detto...

CYB
sai anche io mi sono commossa quando Mini raccontava...:-)
L'incrocio di Try Try direi proprio curioso e originale soprattutto :-)
ma siii anche romantico!

Scribacchini ha detto...

Ma bella la storia della Miss! Inoltrerò al nostro vet, compagno di una bella bulla di nome Juna.
Il non marito dice che Nioula dev'essere un incrocio tra un barattolo di Bostik e una nuvola.
Punkie invece ha sempre avuto un manto da cinghialino e il caratteraccio di un cinghialone. Riguardo al lato materno esito tra una cactacea e una bradipa. Kat

Anonimo ha detto...

ke tristezza questa storia, ma dove lhai presa?
è davvero brutta e secondo me anke un pò offensiva nei confronti di una razza orgogliosa forte coraggiosa con una storia alle spalle davvero interessante.
tralaltro i bulldog nn sono il parto di menti contorte e krudeli ke hanno usato questa razza solo per i combattimenti.
aiutavano in tempi difficili molte categorie di lavoratori!
li difendevano, e i vari incroci che sono venuti dopo hanno conferito a questa razza la bellezza del brutto.
purtroppo dobbiamo cmq ringraziare anke tutti quelli ke a modo loro (anke se con obiettivi sbagliati) hanno kontribuito alla bellezza e alla possenza di questo cane
kuindi basta con falsi moralismi viva la storia in tutte le sue sfaccettature viva il bulldog per quello che è e per quello che è stato.

franci ha detto...

mmmm ?? ma scusa la storia l'hai letta bene, si sta parlando di amore per questa razza, e poi cara questa storia mi é stata confidata dalla mia adorata Mini, un bellissimo esemplare di bulldog inglese, fiera e orgogliosa !!