14.6.07

Rudolf Arnheim, la percezione visiva
















Formatosi alla scuola della Psicologia della Gestalt fondata da Max Wertheimer, Rudolf Arnheim cominciò la propria carriera applicando gli assunti della psicologia sperimentale al cinema. A soli ventitre anni collaborava con il famoso settimanale culturale tedesco «Die Weltbühne». La fuga dai nazisti a causa della sua origine ebraica lo portò, nell’estate del 1933, a Roma, dove visse poté sfruttare il successo ottenuto con il suo Film als Kunst (Film come arte) lavorando per l’Istituto Internazionale per la Cinematografia Educativa e dando lezioni al Centro Sperimentale per la Cinematografia. Ebbe un ruolo di rilievo nella redazione di «Intercine» e «Cinema» scrisse alcune importanti voci che sarebbero dovute rientrare nell’Enciclopedia del cinema mai pubblicata.

Troppo presto purtroppo anche la fuga dall’Italia diverrà una scelta obbligata e così nel 1938, in seguito all’approvazione delle leggi razziali, Arnheim fu costretto a fuggire di nuovo. Si rifugiò dapprima a Londra, dove lavorò come traduttore dal tedesco per la radio della BBC e, nel 1940, a New York, dove incontrò nuovamente il suo maestro Wertheimer e altri ebrei intellettuali fuggiti dalla Germania nazista. Dopo aver lavorato per la fondazioni Rockefeller e Guggenheim e come ricercatore per l’Office of Radio Research della Columbia University, diventò professore di psicologia dell’arte al Sarah Lawrence College, alla School for Social Research e alla Columbia. Nel 1946 ottenne la cittadinanza americana e nel 1954 pubblicò il suo libro più famoso, Art and visual perception.

Arnheim lasciò New York solo nel 1968 per trasferirsi alla Harvard University. Da segnalare è anche l’uscita di un altro suo testo fondamentale, Visual Thinking, pubblicato nel 1969. Raggiunta l’età della pensione, nel 1974, sceglierà l’University of Michigan per insegnare psicologia dell’arte per altri dieci anni. Nonostante l’età, sarà questo il suo periodo più produttivo e saranno molti i libri e gli articoli dati alle stampe: il suo ultimo libro, Parables of Sunlight, è del 1989 (ma tre raccolte di saggi curate personalmente dall’autore sono uscite negli anni novanta).

Nel 2004 Arnheim è giunto al centesimo anno di vita (e il suo Art visual perception ha compiuto cinquant’anni) e l’attenzione nei suoi confronti si è nettamente risvegliata. Negli Stati Uniti e in Europa, specialmente in Germania e in Italia, alcuni psicologi, filosofi, storici dell’arte, studiosi di estetica, semiotica, cinema e media hanno colto l’occasione per pubblicare nuovi testi e organizzare convegni e simposi in suo onore.
Da wikipedia.org

Rudolf Arnheim (Berlino 15 luglio 1904 - Ann Arbor, Michigan 9 giugno 2007)

quante volte negli anni ho letto i libri di Arnheim...

2 commenti:

Anonimo ha detto...

vi segnalo un nuovo sito che raccoglie molti materiali su Rudolf Arnheim e sulla vicenda che lo lega al cinema e all'Italia: www.rudolfarnheim.it

franci ha detto...

grazie Adriano !